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Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 13/01/2013, 12:32
da fiorenzo.mussi
SABATO DEL RAMO

L’incontro al Ramo di Sabato scorso ci ha riportato ancora una volta a considerare come questo Luogo sia ormai sacro ai grandi Poeti. Avevamo visto in passato che il Petrarca in persona soleva indugiare tra questi boschi sulle rive del Ramo e ne fu così attratto che compose qui l’introduzione al suo Canzoniere. Ieri abbiamo scoperto con sorpresa che anche il grandissimo Johann Wolfgang von Goethe soleva quivi passeggiare e, ispirato dalla meraviglia del luogo, comporre i suoi indimenticabili versi. Infatti, il prato del Ramo ove noi siamo adusi allenarci è fiorito di fiocchetti multicolori, quelli che si strappano dai finali quando si impigliano nell’erba, chi avrebbe mai supposto che essi furono l’ispirazione di una delle sue poesie. Ebbene eccovi la prova inequivocabile riportata di seguito, in lingua originale e con la traduzione:

Kennst du das Land, wo die klein Floken blühn,
Im dunkeln Laub die Tänzer Angelschnur glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?
Kennst du es wohl?
Dahin! Dahin
Möcht ich mit dir, o mein Fliege, angeln.

Conosci tu la terra dove fioriscono i fiocchetti,
le code danzanti rilucono fra le foglie scure,
una mite brezza spira dal cielo azzurro,
il mirto immoto resta e alto si erge l’alloro,
La conosci tu, forse ?
Laggiù, laggiù
Con te, mosca mia, io vorrei pescare.

Per dovere di cronaca devo però precisare che quella riportata sopra fu la prima stesura del grande Poeta, che rimase però sconosciuta in quanto, recandosi successivamente in Sicilia, essendo a corto di idee, la utilizzò, con alcune modifiche, per celebrare quella terra, così il Ramo ispiratore sparì e la poesia venne conosciuta al mondo, immeritatamente, come osanna a quella terra.
Povero Ramo, grande ispiratore ma negletto artefice!
Di seguito vi riporto come Goethe modificò l’inno al Ramo trasformandolo in una semplice poesia di propaganda della limonata:

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn,
Im dunkeln Laub die Gold-Orangen glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?
Kennst du es wohl?
Dahin! dahin
Möcht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn.

Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni,
gli aranci dorati rilucono fra le foglie scure,
una mite brezza spira dal cielo azzurro,
il mirto immoto resta e alto si erge l’alloro,
La conosci tu, forse ?
Laggiù, laggiù
Con te, amore mio, io vorrei andare.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 14/01/2013, 8:32
da webmaster
Mi pareva infatti di non aver mai visto nè mirto, nè alloro al Ramo... :lol:
Come sempre, sei un mito Fiore!

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 11/03/2013, 10:56
da fiorenzo.mussi
CRONACA SERIA.
Cari Amici, Domenica 17 Marzo si terrà la commemorazione di Ettore Perucca con la S.Messa da campo al Casottino. La nostra Scuola, in collaborazione con Ramo Dei Prati e Fly Club Vigevano, vi invita a partecipare con le Famiglie.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 03/12/2013, 11:50
da fiorenzo.mussi
COME PRODURRE UNA BUONA ACCELERAZIONE

Innanzitutto che cos'è l'accelerazione? Generalmente, per i più, è quella cosa che succede alle auto quando si schiaccia il pedale dell'acceleratore. Infatti si chiama pedale dell'acceleratore perché serve a accelerare, cioè generare l'accelerazione. Allora quando si schiaccia il pedale del freno non si accelera, visto che si frena e il pedale si chiama del freno. Però se lo chiamassimo pedale dell'accelerazione negativa si otterrebbe lo stesso effetto, la macchina ridurrebbe la velocità sino a fermarsi, se teniamo il pedale sempre schiacciato. Conseguentemente se ne deduce che sia il cosiddetto pedale del freno che quello dell'acceleratore servono a introdurre un'accelerazione all'automobile quando la usiamo. L'unico pedale inutile è quindi la frizione, infatti potremmo anche non usarlo, addirittura le auto con il cambio automatico no ce l'hanno.
Però, per i meno, l'accelerazione è anche la derivata seconda dello spazio rispetto al tempo. Le cose si complicano perché, al contrario della macchina nella quale i pedali stanno vicini e sono nello stesso abitacolo, il tempo lo troviamo sull'orologio e lo spazio lo misuriamo col metro; le due cose sono disgiunte e ci complicano la vita per usarle contemporaneamente e poi derivarle due volte; anche perché derivare è una parola non semplice da interpretare. Infatti ci sono le derive dei continenti, le derive delle barche a vela, le derive degli oggetti abbandonati alle maree, ecc. Quindi il concetto è complesso e richiede capacità che consumano eccessivamente la calorie corporee, se ne consumano meno schiacciando i pedali del freno e dell'acceleratore. Conseguentemente, per produrre una buona accelerazione è meglio utilizzare con giudizio il pedale dell'acceleratore.
Ricordatevi che si può fare solo sulle auto perché sulle moto si chiama manopola del gas per cui il suo uso non produrrebbe accelerazione bensì gasazione.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 03/12/2013, 17:21
da rudy.tlt
Carissimo, tutto vero però non dimentichiamo anche le derive delle bottiglie di vino quando si mangia al casottino e le derive delle code di topo quando si lancia dopo aver mangiato e bevuto.Ciao :lol: :lol: :lol:
r.tlt

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 04/12/2013, 11:42
da fiorenzo.mussi
Le parole di Rudy ci portano a una importante riflessione. Oltre a portare ulteriori esempi sulle derive e relative derivate, porta all'attenzione un termine importante: la deriva della coda di topo, cioè quel movimento che compie la coda in balia delle correnti del fiume una volta stesa sull'acqua. Definizione perfetta e pertinente. Ora facciamo una esatta valutazione del termine; il Piccolo Palazzi alla voce "deriva" riporta: deviazione di un naviglio dalla sua rotta per effetto delle correnti- andar alla deriva, lasciarsi trasportare dalla corrente- abbandonarsi al corso degli eventi (fig.). Cosa significa quindi? Significa che la coda di topo, per effetto delle correnti, quando è depositata sull'acqua, deriva e non draga come comunemente si dice. Infatti, sempre il Piccolo Palazzi, alla voce "draga" riporta: macchina per scavare il fondo dei porti, dei canali, dei fiumi; mentre alla voce "dragaggio" riporta: il lavoro della draga o del dragamine. Queste definizioni fanno finalmente luce sull'uso improprio dei termini e che potrebbero confondere il povero pescatore. Pensate al tapino che, allorquando avvisato che la sua coda sta dragando, si trovasse una imponente macchina o addirittura un dragamine che operano all'estremità della sua coda, invece di una semplice mosca. E' pur sempre vero che sia l'imponente macchina che il dragamine, se privati del loro sistema propulsivo, per effetto delle correnti, comincerebbero a derivare. Da ciò si deduce che i due termini sono propri, contemporaneamente impropri e, sempre contemporaneamente, complementari. Infatti, se in fondo alla coda di top ci fosse una mosca, un dragamine o una draga, l'effetto delle correnti farebbe derivare tutti e tre. Conseguentemente, se li facciamo derivare due volte, ne risulta che la mosca, il dragamine e la draga producono accelerazione. Se poi vogliamo che l'accelerazione sia buona, in modo da produrre una buona accelerazione, dobbiamo utilizzare mosche, dragamine e draghe di buona qualità. Ancora una volta si dimostra che bisogna sempre trovare il compromesso ideale su qualità/prezzo sia acquistando mosche che draghe che dragamine.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 04/12/2013, 15:12
da webmaster
...sempre il Piccolo Palazzi, alla voce "draga" riporta: macchina per scavare il fondo dei porti, dei canali, dei fiumi; mentre alla voce "dragaggio" riporta: il lavoro della draga o del dragamine. Queste definizioni fanno finalmente luce sull'uso improprio dei termini e che potrebbero confondere il povero pescatore.

Caro Fiore, è perchè hai sbagliato dizionario. Anzichè il Piccolo Palazzi, dovevi utilizzare il Collins e alla voce "Drag" avresti trovato: "to pull or be pulled with force, esp along the ground or other surface"
Hi hi hi

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 04/12/2013, 15:38
da dariob
Trovo questo discorso estremamente tecnico e carico di significati :D ;)
Andrebbe riportato su di un altro famoso forum di pesca a mosca su di un 3d dal titolo, mi sembra di ricordare "mosca in testa, ma serve?" Darebbe sicuramente un contributo fondamentale utile a tanti "colleghi"... :D :D :D

D.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 04/12/2013, 17:03
da fiorenzo.mussi
Indicazione utile quella del dizionario da usare, ma non pertinente. Infatti il linguaggio comunemente usato qui da noi è l'italiano. Quindi si insinua che la parola "dragaggio" utilizzata nel nostro caso non è altro che un'italianizzazione del termine anglosassone "drag". La cosa è alquanto inverosimile, sarebbe come dire che il termine "coda di topo" è un'italianizzazione del termine inglese "mouse tail", come si nota non c'azzecca proprio, come direbbe un ex noto uomo politico che prima era un ex noto magistrato. E come si riesce a dimostrare che la seconda derivata del drag, anche fatta con gentilezza, produce una buona accelerazione? Il drag, resistenza in italiano, viaggia con il lift, portanza in italiano, e permette agli aerei di volare, il suo effetto sull'accelerazione, perché è di questo che stiamo dibattendo su diversi threads, è molto complesso da ricavare, anche se non impossibile. Ora ditemi come può un povero pescatore a mosca che non abbia tre lauree, una in fisica, una in meccanica quantistica e una in teologia, riuscire a produrre una buona accelerazione? E' molto meglio affidarsi alle draghe o ai dragamine, almeno il lavoro lo fanno loro.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 05/12/2013, 14:53
da maosss
Ecco perché sono fiero di voi :roll:
Mao