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Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 05/12/2013, 18:20
da fiorenzo.mussi
COME PRODURRE UNA BUONA ACCELERAZIONE

Il dibattito continua, sta suscitando un grande interesse, lo si evince dalla moltitudine di interventi, vari e pertinenti. A questo punto abbiamo chiarito in maniera definitiva che l'accelerazione è una grandezza fisica, viene prodotta dal pedale dell'acceleratore ma anche del freno, che le draghe e i dragamine hanno un legame con essa. Ora entriamo nei dettagli tecnici, cioè come si fa a produrla e come si fa a produrla buona. Il termine "produrre" implica che si tratti di qualche cosa che richieda un'attività specifica per realizzarla. Ad esempio il vino si produce spremendo l'uva, facendo fermentare il ricavato della spremitura e mettendolo dentro delle bottiglie, il tutto utilizzando attrezzi adeguati. Che sia poi buono dipende dalle annate di produzione dell'uva e da come viene manipolato e invecchiato. Conseguentemente deve avvenire qualche cosa di simile anche per l'accelerazione. Il produttore, cioè il pescatore, deve avere della buona materia prima, e questo ce lo troviamo ampiamente e esaurientemente definito nel trattato "Il movimento dell'arto superiore nel lancio angolato - aspetti anatomici e funzionali", utilizzare l'attrezzatura appropriata, avere un sufficiente spazio di utilizzo e un buon cronometro. A questo punto misura lo spazio disponibile, cronometra il tempo impiegato per percorrerlo con l'attrezzatura adeguata, ne fa una prima derivata e ottiene la velocità, ne fa una ulteriore derivata e ottiene finalmente la tanto agognata accelerazione, che sarà buona se avrà utilizzato un buon cronometro. Però, in realtà, non abbiamo bisogno di una buona accelerazione bensì di un'accelerazione adeguata. In pratica l'accelerazione si produce con metodi simili a quelli utilizzati per produrre il vino, ma il suo ottenimento si discosta da quello del vino. E' sempre meglio avere del buon vino, non solo adeguato.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 14/12/2013, 22:19
da Alessandro Guittini
Ciao a tutti.. Non potendo io disquisire in modo così tecnico, provo a spiegare in maniera aulica l'importanza del gesto. Che sicuramente anche nella" via della pesca a mosca" ha le sua importanza"
"Shodo - Calligrafia Giapponese
a cura di Yuko Halada
Shodo e' l'arte giapponese della calligrafia. Derivata dalla corrispondente arte cinese (shūfǎ, 書法), nota in Corea come seoye (서예, 書藝) e in Vietnam come Thư Pháp (書法). La parola Shodō e' formata da due ideogrammi 書道 che significano rispettivamente "arte della scrittura" e "via, percorso morale, insegnamenti di vita".

E' una disciplina artistica e morale che richiede un lungo apprendistato e un continuo esercizio. In Giappone e' la base per la pittura, infatti le due arti sono fondate sugli stessi principi e usano gli stessi strumenti. Entrambe sono basate sullla padronanza del tratto, l'immediatezza del gesto, la continuità del ritmo, il controllo della forza impressa sul pennello e non accettano ritocchi o correzioni."
(Cit.)
Ecco io penso che apprendere il movimento sia proprio questo!
Naturalmente...per non prendersi troppo sul serio!
Buona serata

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 16/12/2013, 9:10
da marco magliola
E' vero la nostra tecnica cioe' la tecnica T.L.T e' basata su movimenti diciamo artistici . come hai detto giustamente , entrambe sono basate sulla padronanza del gesto e del controllo della forza . Per mettere a punto questi movimenti ci vuole molto impegno e soprattutto TEMPO !!! ,quello che molti non capiscono. Vorrei aggiungere una cosa importante per quelli che dicono che per uno che inizia a pescare non e' importante la T.L.T. Per un pescatore che inizia a pescare deve innanzitutto imparare a lanciare e la T.L.T e' una tecnica che insegna al pescatore come affrontare il torrente e soprattutto a risolvere certe situazioni di pesca , e' naturale che ci vuole del tempo per imparare ma questa e' la strada giusta .Un'altra cosa vorrei aggiungere per quelli che dicono che noi della scuola non dobbiamo approfondire il discorso della T.L.T a chi vuole avvicinarsi alla solo alla pesca e non vuole approfondire il discorso di istruttore . Ma secondo loro noi della scuola che tecnica dobbiamo insegnare ,se non quella T.L.T, ?

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 16/12/2013, 10:57
da Jedi
x Fiorenzo
Va bene tutto, sei stato addirittura esagerato, ma dimmi: qual è il carburante del motore? :lol:
x Alessandro
è buona cosa aver scoperto che anche in Cina, Vietnam e Corea si sviluppa la TLT :o
x Marco
fermo restando che non tutti hanno l'obiettivo di diventare Istruttore, ma soltanto pescare meglio e saper affrontare quasi tutte le situazioni del fiume, hai detto cose sacrosante: quale modo migliore se non insegnare la nostra tecnica? ;)
Ciao cari
Giorgio

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 16/12/2013, 12:02
da fiorenzo.mussi
Caro Giorgio, mi chiedi qual'è il carburante che utilizza il motore, ove per motore si intende l'ignaro pescatore il quale, mentre pesca, si immagina di essete di tutto tranne che un motore. Ebbene, l'inconsapevole pescatore invece usa un carburante ad alto contenuto calorico. Per lo meno è quello che normalmente succede al Ramo ove questo carburante non viene solo usato, direi, a ragione, che viene addirittura abusato. Fatto che dimostra la veridicità della mia affermazione è che al pomeriggio, dato l'abuso del carburante, si assiste sempre a scene di follia collettiva che si manifesta sotto diversi aspetti: i savi diventano pazzi, i pazzi rinsaviscono, i tranquilli si eccitano, gli eccitati si addormentano, i bravi diventano incapaci, gli incapaci diventano fuoriclasse, i taciturni parlano...troppo, i loquaci diventano taciturni....troppo, e così via. Una cosa sola accomuna tutti: la lingua si impasta e le parole hanno uno strano trascinamento, l'udito si discosta dalla lingua e l'emisfero razionale del cervello si disconnette mandando in black-out il coordinamento dei cinque sensi. Questo è un fatto statisticamente dimostrato in anni di attenta osservazione di un gruppo di volontari, che però non sanno di esserlo, che frequentano assiduamente il Ramo. Il comportamento osservato è ormai standardizzato e schematizzato tanto da permettere la formulazione di una legge comportamentale assoluta relativa a queste tipologie di aggregazione di individui della stessa specie, la specie Piscator Semi Sapiens, che è una sottospecie dell'Homo Sapiens, con un sapiens solo.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 16/12/2013, 19:28
da rudy.tlt
Siamo arrivati persino alla " DERIVA DELLE PAROLE " . Ue non ce nè uno che si salva :lol: :lol:

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 16/12/2013, 21:23
da marco magliola
Ciao fiore .Pero' quel che e' di bello che dopo il temporale viene il sereno e tutti diventano di nuovo amici . L'amore non e' bello se non e' litigarello !!!! .Un salutone Marco

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 22/12/2013, 17:14
da fiorenzo.mussi
E' lo spirito del Ramo che rimedia a tutte le pazzie umane. Specialmente ora che è pervaso dall'emanazione Natalizia. Ringraziamo il Cielo di fare parte di questa congregazione e auguriamoci di continuare a farne parte per molto tempo ancora.

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 19/05/2014, 14:02
da fiorenzo.mussi
Ora, tutti sanno, che il Ramista è un migratore, vale a dire che non appartiene ad una specie considerata stanziale. Infatti nessuno abita al Ramo, bensì al Ramo migra, specialmente il sabato, e verso sera compie la contromigrazione verso zone imprecisate, sparse in un area geografica di diverse migliaia di kilometri quadri. praticamente è possibile vederlo in gruppo solo al Ramo, quasi sempre. Infatti, talvolta, preso da una frenesia inspiegabile, compie migrazioni molto lunghe, diverse centinaia di kilometri, per riaggregarsi in località stranissime e per un periodo di circa tre giorni, poi compie ancora la contromigrazione per le zone di origine.
Recentemente si è osservato il verificarsi di questo fenomeno anomalo; un gruppo di migranti Ramisti è stato osservato in uno sperduto luogo dell'appennino marchigiano, precisamente a Sefro, e ivi restare per tre giorni. Esiste una testimonianza fotografica dello straordinario evento. In tale testimonianza si può notare di come tre individui di questa specie, di sessi diversi, diano un'interpretazione soggettiva su quale dovrebbe essere, a parer loro, la dimensione di uno strano oggetto, che loro definiscono nel loro gergo "loop", per essere considerato confacente a determinati requisiti che lo classifichino come "troppo grande".
Come si nota, la differenza di interpretazione è notevole.
Resta però il dubbio: cosa si intende, nel loro gergo, per loop?

Re: CRONACHE DEL RAMO

MessaggioInviato: 20/05/2014, 11:15
da Jedi
"sciocco", stavamo soltanto dimensionando le spirali a seconda dell'utilizzo del polso o del braccio!
......oppure ce l'avevamo col cameriere perché era finito il vino? :lol: :lol:
Giorgio